Symbola e Fìdoka anche nel 2019 – “DA SOLI NON SI PUO’”

>>Symbola e Fìdoka anche nel 2019 – “DA SOLI NON SI PUO’”

Symbola e Fìdoka anche nel 2019 – “DA SOLI NON SI PUO’”

Settimana di lavori intesi dal 2 al 6 luglio 2019 a Treia, nel cuore della Regione Marche, tra economisti, imprenditori, sociologi, statisti, politici.

Fìdoka ha apportato la sua presenza per tutta la settimana interfacciandosi con gli altri componenti del Festival della Soft Economy e apportando il suo prezioso contributo di Azienda esperta del territorio proprio perché nel tessuto umbro-marchigiano nasce e si sviluppa da oltre 20 anni; mercoledì 3 luglio quindi è stata l’AD Sara Servili a concludere e collegare gli speech giornalieri sul tema delle disuguaglianze territoriali.

I relatori intervenuti sono:

Federica Pulcini (Presidente Legambiente Marche)

Vittorio Cogliati Dezza (Segreteria Nazionale Legambiente)

Filippo Barbera (Università di Torino)

Alessio Battistella (Presidente di Arcò Architettura e Cooperazione)

Aldo Bonomi (Direttore di Aaster)

Sara Simoncini (Sindaco di Poggio San Vicino)

Sara Servili (AD Fìdoka Srl)

Fabio Renzi (Segretario generale Fondazione Symbola)

Di seguito viene relazionato un sunto degli ambiti trattati e relativo focus:

Symbola non può non occuparsi delle disuguaglianze territoriali; è una battaglia per la democrazia come tutti i temi che portano avanti gli ambientalisti.

Che cosa sono oggi le disuguaglianze?

Le disuguaglianze sono un ostacolo al benessere. Bisogna iniziare ad intaccare i meccanismi che provocano le disuguaglianze. Questa società ha dei meccanismi che producono disuguaglianze, quindi non intervenire a valle della disuguaglianza ma alla sorgente. Un paese esposto a disuguaglianza è esposto alla rabbia. Esistono disuguaglianze di accesso ai servizi soprattutto nelle aree interne – quindi disuguaglianze territoriali. In queste aree il cittadino si sente di vivere in aree sfortunate; quasi territori di serie B, questa disuguaglianza di riconoscimento pesa dipiù rispetto alla disuguaglianza di reddito.

ECONOMIA DEL POSSIBILE: Quella delle smart cities e smart lands.

Non c’è però economia senza società quindi ritornare al tessuto sociale che riesca a fare sistema, fare condensa perché al momento non c’è un sistema che rappresenti le aree fragili.

Bisogna isolare gli scoraggiatori all innovazione e aumentare la collaborazione tra amministrazioni e cittadini, gruppi, imprese per leggere insieme la realtà che si ha davanti e saper vedere chi accanto ha già fatto qualcosa.

In questo recente periodo storico è stata condotta una lettura semplicistica delle disuguaglianze dei territori, perché c’è una granularità maggiore non colta e da lì si parte per riconnettere. Si parla di città metropolitana e metro-montana. Ricostruire la capacità di voice, cioè dare voci ai produttori montani di formaggio per esempio, quindi attivare regole per dare voce agli innovatori.

Costruire regole e normative place base cioè curvate sul territorio!

A testimonianza dell’attenzione alle periferie è stato presentato un concorso per rigenerare la periferia di Corviale stimolando azioni di artisti. E producendo lavoro all’interno di Corviale utilizzando le loro capacità imprenditoriali, esempio utilizzando la lana delle pecore dei pastori locali per isolamenti termici.

Main topics àExit – Voice – Rancore

Le differenze appaiono con la dimensione della moltitudine che aumenta, la città è l’attrattore della moltitudine. A Milano troviamo dalle startup agli schiavi, c’è di tutto.

Braudel diceva che non esiste città ricca senza campagna florida e nella iper modernità, il relatore, la colloca dicendo che oggi non c’è smart city se non c’è smart land. Quindi l’abbandono delle campagne non aiuta la crescita sana della grande città.

Bisogna ripartire da COMUNITÀ perché non ci sono più, non ci sono più le basi, e quei territori sono villaggi rancorosi che vanno rigenerati a comunità con l’aiuto di virtuoso volontariato, associazionismo, che vengono avanti e danno materiale su cui ricostruire le cose. Da li devi contaminare le scuole, i sindacati, i luoghi tutti che hanno e ti danno VOICE.

Non fusione dei singoli territori ma connessione tra loro che li protegga ognuno con le proprie storie, origini, e diversità.

Conclude la carrellata degli illuminanti relatore SARA SERVILI AD Fìdoka Srl:

Non vogliamo diventare un’azienda per città metropolitana ma restare e migliorare in questo territorio del centro Italia.

Ribadisce che la diseguaglianza è un ostacolo al benessere.

Nelle Marche l’unica cosa possibile è la Smart Land dato che le Smart City sono riferite ai grandi agglomerati metropolitani come Milano, Merano, ecc…

Parte dalla bellezza di Leonardo Da Vinci come sinonimo di funzionalità. La stessa cosa vale oggi, è necessaria la fusione delle divisioni.

La città ideale non è mai stata fatta perché troppo costosa, oggi con le tecnologie una città intelligente è fattibile! Esempio pratico di spartineve collegati alla copertura in rete LoRa di nostra distribuzione, a basso impatto ambientale e poco costose, che possono permettere la gestione remota di elementi cardine per i singoli comuni.

Bisogna usare la tecnologia per i benefici che possiamo erogare al nostro paese portando ad esempio la collaborazione con il comune di Merano: primo attuatore italiano di tecnologie IoT per la cittadinanza.

Ultimo minuto dedicato a raccontare che i paesani sono arrabbiati perché si sentono di serie B ma non perché vivono in un territorio di serie B; sono le associazioni che devono fare voce comune per tutto ciò che serve al nostro territorio.

La conclusione avviene parlando di territorio e autostima che generano identità come autocoscienza comunitaria:

Considerando il fatto che le comunità di oggi per motivi di natalità e demografici, andranno sicuramente a modificarsi come quantità e numero.

Ascolta gli interventi completi cliccando qui

9 Agosto, 2019|News|